4月11日
Collocazione provvisoria
Con questo brano
voglio porgere a tutti voi, amici e non,
i miei auguri di buona e Santa Pasqua,
sperando che le parole di don Tonino Bello
possano toccarvi nello stesso modo in cui hanno colpito me.
Perchè anche nella disperazione più cupa bisogna ricordare che c'è speranza,
dal momento che tutte le croci sono "collocazione provvisoria”.
Nella mia cattedrale di Molfetta, in sacrestia,
c'è un grande crocifisso di terracotta,
grande, enorme quanto una parete.
I primi giorni quando sono arrivato come vescovo in quella città,
ho visto il crocifisso
senza il legno della croce addossato alla parete.
Il parroco non aveva ancora avuto il tempo
di inchiodarlo sul legno
e in un cartoncino aveva fatto apparire la scritta:
«Collocazione provvisoria».
Io ho pensato che fosse il titolo dell'opera:
«Collocazione Provvisoria».
Poi il parroco mi ha detto:
«Sa, devo trovare una croce ».
Ma a me subito è venuto un lampeggiamento immediato.
Ho detto: «No, lascialo sempre qui
e lascia questo cartellino "collocazione provvisoria”
perché tutte le croci sono "collocazione provvisoria”:
non sono lì per sempre tutte le croci della terra.
Nel Vangelo è scritto
«Da mezzogiorno fino alle tre del pomeriggio,
si fece un gran buio su tutta la terra».
Da mezzogiorno fino alle tre.
Sembrano quasi i paletti catastali
che al dolore è proibito scavalcare.
Sul Calvario c'è un parcheggio provvisorio:
per tre ore soltanto è permessa la sosta.
Dopo tre ore c'è la rimozione forzata di tutte le croci.
Non si vende a suolo edificatorio la zona del Calvario,
si sta soltanto di passaggio:
da mezzogiorno sino alle tre del pomeriggio,
tre ore che sono le sponde che stringono
la fiumana di tutti i dolori della terra.
Questo annuncio di speranza, di liberazione,
di precarietà della sofferenza,
di questo risvolto del dolore in termini di felicità, di gioia,
dovete darlo oggi al mondo
perché è probabilmente questo l'unico messaggio
di cui oggi la Terra ha bisogno.
Il mondo oggi a volte così disperato e triste
chiede pure a noi sentinelle del mattino:
«Sentinella, quanto resta della notte?»
io vi faccio questo augurio:
che anche voi, scrutando l'orizzonte,
intuendo i segni dell'arrivo del sole,
possiate rispondere così
«Non abbiate paura, resta poco della notte,
perché i primi raggi stanno inondando l'orizzonte».
Il Signore vi aiuti,
perché questo messaggio
lo sappiate portare fino agli estremi confini della Terra.
Amare la vita significa interpretare l'esistenza,
andare all'essenziale, trovare il gusto delle cose.
Il Signore vi dia la gioia di assaporare la vita,
di provare il gusto.
Vi dia il dono della sapienza
che significa sapore di sale,
vi dia questo gusto tangibile,
perché molta gente non ha più gusto di vivere.
Il Signore vi preservi dalla tristezza
di non credere più ai sogni.
Non importa che non si realizzino
tutte le grandi utopie:
tutti questi sogni danno alla vostra vita
il carattere della bellezza.
Nella nostra vita tutti questi ritagli di sogni,
non vanno persi,
non sono foglie che scendono sull'acqua del fiume
e vengono portate alla deriva.
No, non vanno persi,
costituiscono quella specie di cassa depositi e prestiti
che alimenta l'economia della salvezza.
“Collocazione provvisoria”
da “La speranza a caro prezzo” di Don Tonino Bello